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Gli otto circuiti della coscienza

Gli otto circuiti della coscienza sono un modello dell’autore statunitense Robert Anton Wilson (1932–2007), che risale a lavori di Timothy Leary. Descrive la coscienza umana come una successione di strati: ogni livello aggiunge una capacità nuova senza abolire quelli sottostanti. Lo presentiamo qui come modello ordinatore di natura filosofica – una mappa, non un procedimento di misura.

Espressamente, prima di tutto: questo modello ordina stati, non persone. Ciascuno di noi attraversa più livelli in una sola giornata: mangiando, al lavoro, in un litigio, nel silenzio. Serve a collocare sé stessi; come misura del valore di altre persone non serve, e qui non è inteso così.

Gli otto livelli in sintesi

  1. Sopravvivenza. Ciò che vi è di più elementare: mangiare, respirare, riprodursi. Ci guida ovunque siano in gioco sicurezza e sostentamento, anche molto dopo che ogni carenza è cessata.
  2. Territorio e rango. Delimitare un proprio ambito, e la domanda su chi stia più in alto. Plasma la concorrenza, le questioni di status e molti conflitti in cui in apparenza si discute del merito.
  3. Pensiero e linguaggio. Strumenti, concetti, progetti, trasmissione del sapere. Qui comincia ciò che è propriamente umano, e con esso la possibilità di trarre sé stessi in inganno con le parole.
  4. Ordine sociale. Regole, ruoli, morale, istituzioni. Questo livello è ciò che rende possibile la convivenza in grande numero. È dunque prezioso, e non una semplice limitazione.
  5. Responsabilità di sé. La persona comincia a osservare le proprie reazioni invece di limitarsi a seguirle. Qui trovano posto la meditazione, l’esame di sé e ogni lavoro serio sulla propria percezione, per esempio con un modello come l’analisi transazionale.
  6. Cambiamento deliberato. Chi conosce i propri schemi può riscriverli invece di subirli. Il solo sapere non basta: va esercitato.
  7. Legame. L’esperienza di far parte di un più ampio contesto vivente. L’inimicizia perde qui il suo senso, perché l’altro non appare più come l’estraneo.
  8. Unità. L’esperienza in cui i confini consueti di spazio, tempo e persona divengono permeabili. Poco se ne può dire di utile; le tradizioni di ogni cultura ne riferiscono per immagini.

I livelli dal quinto all’ottavo descrivono esperienze che non si lasciano misurare. Li rendiamo per quello che sono: una visione del mondo, condivisa da moltissime persone attraverso culture e millenni, non un risultato scientifico.

Perché i livelli non si sostituiscono a vicenda

Un fraintendimento diffuso sarebbe considerare superati i livelli inferiori. Essi restano pienamente in vigore. Chi ha fame pensa peggio; chi si sente minacciato difende il proprio territorio, per quanto abbia meditato. Il modello non è dunque una salita che si porta a termine, bensì una descrizione di ciò che al momento conduce.

Di qui la sua utilità pratica. La domanda non è a che stadio mi trovo?, bensì quale livello sta decidendo qui, ed è quello che si addice? Un conflitto che verte apparentemente sul merito ma in realtà sul rango non si scioglie con argomenti di merito.

Perché ciò che è nuovo incontra resistenza

Wilson descrive, a tratti assai duramente, come l’ordine del quarto livello respinga tutto ciò che lo oltrepassa. Nella sostanza coglie qualcosa di vero: chi cambia qualcosa incontra quasi sempre resistenza.

Quella resistenza, però, la leggiamo diversamente da lui. Di regola non è malanimo, bensì apprensione: chi ha paura la trasmette, spesso in forma di avvertimenti e di scherno. È sgradevole, ma è cosa diversa dall’inimicizia, e la distinzione aiuta. Chi si costruisce un avversario lega a lui la propria forza (si veda la paura). E chi sceglie una via diversa da quella di chi lo circonda tenga presente: gli altri hanno lo stesso diritto alla loro.

Giganti allevati da nani

Da Wilson viene la frase secondo cui saremmo «giganti allevati da nani, e perciò abituati ad andare in giro curvi». Descrive quanto presto gli esseri umani imparino a restare al di sotto delle proprie possibilità (si veda imprinting).

La frase è un’immagine, non un giudizio su chi ci ha allevati. Di regola costoro hanno trasmesso ciò che era stato insegnato a loro. Chi vi legge la prova della propria superiorità ha soltanto scambiato la schiena curva con un’altra postura sbagliata.

Che cosa significa in pratica?

Domande frequenti

Che cosa sono gli otto circuiti della coscienza?

Un modello dell’autore Robert Anton Wilson. Descrive otto livelli della coscienza umana: dalla sopravvivenza biologica al comportamento territoriale, al linguaggio e all’ordine sociale, fino alla responsabilità di sé, al cambiamento deliberato, al legame con tutto ciò che vive e infine all’esperienza dell’unità.

Si tratta di una gerarchia di persone?

No, e questo punto ci sta a cuore. I circuiti descrivono stati, non persone. Ciascuno ne attraversa più d’uno nell’arco di una giornata: mangiando, al lavoro, in un litigio, nel silenzio. Chi usa il modello per catalogare gli altri, o per porsi al di sopra di loro, lo ha frainteso.

Da dove viene il modello?

Da Timothy Leary, elaborato da Robert Anton Wilson negli anni Settanta e Ottanta. Entrambi appartenevano alla controcultura americana e in quel contesto sperimentarono anche sostanze che alterano la coscienza. Ciò appartiene alla storia del modello: quella via non la riteniamo né necessaria né consigliabile.

A che cosa serve in concreto?

Anzitutto a collocarsi. Chi si accorge di stare reagendo per istinto territoriale e non per riflessione può decidere altrimenti. E chi sa che il nuovo incontra quasi sempre resistenza prende quella resistenza meno sul personale.

Che cosa significa la frase sui giganti allevati da nani?

Wilson intendeva che molte persone restano assai al di sotto delle proprie possibilità, perché hanno imparato presto a farsi piccole. La frase non è rivolta contro chi le ha allevate: di regola costoro hanno trasmesso ciò che era stato insegnato a loro.

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  • — Prima versione italiana di questa voce.

Fonti

  • Robert Anton Wilson: Prometheus Rising, 1983.
  • Timothy Leary: Exo-Psychology, 1977 – la forma anteriore del modello dei circuiti a cui Wilson si richiama.
  • D. Harald Alke: Gesundheitslexikon (lessico della salute). Esposizione ampia di temi di salute e di metodi terapeutici. Kyborg Institut.

Di D. Harald Alke