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La possibilità dell’altruismo (Nagel)

Per Thomas Nagel l’altruismo è un’esigenza della ragione, non un sentimento. Chi comprende se stesso come una persona tra molte non può ritenere le ragioni degli altri meno valide delle proprie – e da ciò discende la disponibilità a tenere conto dei loro interessi.

Questa voce tratta questa sola tesi del libro di Nagel The Possibility of Altruism (La possibilità dell’altruismo, 1970), non la sua opera nel suo insieme. Per il concetto in sé si veda Altruismo, per il concetto opposto Egoismo.

Nota sulla traduzione: Thomas Nagel ha scritto in inglese. Questa pagina lo cita alla lettera secondo l’edizione tedesca (Die Möglichkeit des Altruismus, 2ª ed. 2005), su cui si basa la nostra lettura. Le traduzioni italiane tra parentesi quadre, introdotte da «traduzione nostra», sono nostre traduzioni di quel testo tedesco; non riproducono la formulazione inglese originale di Nagel.

Sull’autore. Thomas Nagel (nato nel 1937) è un filosofo statunitense che ha insegnato a lungo alla New York University. È noto anche per il saggio «What Is It Like to Be a Bat?» («Che cosa si prova a essere un pipistrello?») e per il libro The View from Nowhere (Uno sguardo da nessun luogo).

L’altruismo è un sentimento?

No – questo è il punto di partenza di Nagel. Il suo libro si apre con la frase: „Nicht weniger als unser Denken unterliegt unser Handeln gewissen Anforderungen der Rationalität, und eine davon ist der Altruismus.“ [traduzione nostra: «Non meno del nostro pensiero, il nostro agire è soggetto a certe esigenze della razionalità, e una di queste è l’altruismo.»] E subito dopo: „Er ist alles andere als ein Gefühl.“ [traduzione nostra: «È tutt’altro che un sentimento.»]

Nagel esamina la spiegazione più immediata, che aiutiamo per pietà, e la respinge. Chi aiuta solo per pietà potrebbe altrettanto bene anestetizzare la propria pietà anziché aiutare. Si tratta „nicht um Mitleid, sondern schlicht um Konsequenz“ [traduzione nostra: «non di pietà, ma semplicemente di coerenza»]. I sentimenti possono accompagnare e rafforzare l’altruismo – a sorreggerlo devono essere però delle ragioni.

Per Nagel altruismo non significa nemmeno sacrificio di sé, bensì „nichts weiter als die Bereitschaft, ohne jede Nebenabsicht auf die Interessen anderer Rücksicht zu nehmen“ [traduzione nostra: «nient’altro che la disponibilità a tenere conto degli interessi altrui senza alcun secondo fine»].

Che cosa ha a che fare la prudenza con l’altruismo?

Nagel costruisce il suo argomento in due passi. Il primo riguarda la prudenza: chi agisce con prudenza prende il proprio futuro sul serio quanto il presente. „Die Gegenwart ist nichts anderes als bloß eine Zeit unter anderen“ [traduzione nostra: «Il presente non è altro che semplicemente un tempo tra gli altri»], scrive Nagel – non ha alcuno statuto speciale. Imprudente è chi trascura le conseguenze future o le sacrifica a un vantaggio del momento.

Il secondo passo trasferisce lo stesso atteggiamento dal tempo alle persone: come il mio io futuro non conta meno di quello di oggi, così gli altri non contano meno di me. Nagel riassume entrambe le cose in una frase: l’etica sarebbe „geradezu der Kampf gegen eine bestimmte Form der sogenannten ›egozentrischen Verlegenheit‹ – ganz so, wie Klugheitsüberlegungen der Aufstand gegen die Tyrannei der Gegenwart sind“ [traduzione nostra: «addirittura la lotta contro una certa forma del cosiddetto “imbarazzo egocentrico” – proprio come le considerazioni di prudenza sono la rivolta contro la tirannia del presente»].

La prudenza è dunque per Nagel un atteggiamento verso il tempo – lungimiranza –, non intelligenza.

Che cosa significa oggettività per Nagel?

Per Nagel essere oggettivi significa vedere se stessi e le proprie ragioni da un punto di vista impersonale – così come si vedrebbe qualsiasi altra persona. Da questo sguardo si riconosce che il mio dolore non è una ragione migliore per agire del dolore di un altro. La maggior parte di noi, ammette Nagel, nella vita quotidiana è in questo „mehr oder weniger blind“ [traduzione nostra: «più o meno cieca»] – e vi include espressamente se stesso.

Nel suo libro successivo The View from Nowhere, Nagel, sulla scia di Derek Parfit, chiama i due tipi di ragioni relative (riferite alla persona che agisce) e neutrali (valide per chiunque).

Secondo Nagel l’egoismo è impossibile?

Non impossibile, ma costoso. Secondo Nagel un egoista coerente dovrebbe rinunciare a ogni preoccupazione diretta per gli altri – e non potrebbe nemmeno provare indignazione quando è lui stesso a subire un torto. Chi si indigna, infatti, presuppone che anche gli altri abbiano ragioni per rispettarlo. Chi lo riconosce ha già lasciato l’egoismo puro. Nagel non nasconde che nella vita quotidiana paghiamo un tributo al nostro egoismo naturale.

In seguito ha attenuato la propria tesi. Dopo una critica di Nicholas Sturgeon (1974), scrisse nel 1978 in una postfazione che il suo argomento non mostra che valgono solo le ragioni impersonali, ma che a ogni ragione personale ne corrisponde una impersonale. Anche questo è per noi un segno di onestà scientifica.

Che cosa dice Nagel della concorrenza e dell’ordine?

Nagel ritiene la concorrenza razionalmente giustificabile – nello sport, in tribunale, nell’economia –, purché si svolga secondo regole che tutti possono riconoscere. Dal suo approccio discende al tempo stesso che ci si debba astenere il più possibile dall’ingerirsi negli scopi altrui e creare un ordine in cui le persone possano perseguire i propri scopi. „Zwischen Staaten“ [traduzione nostra: «Tra Stati»], aggiunge, „ist purer Egoismus keinen Deut annehmbarer als zwischen Individuen.“ [traduzione nostra: «l’egoismo puro non è affatto più accettabile che tra individui.»]

La nostra lettura: lungimiranza, libertà e libero scambio

Leggiamo Nagel così: lungimiranza e riguardo per gli altri sono una cosa sola. Chi pensa oltre l’attimo vede anche oltre se stesso. Ciò concorda con un’osservazione di D. Harald Alke in Mahatma: gli errori nascono spesso da una «mancanza di lungimiranza» e dal non concentrarsi sulle cose giuste. Ciò che nei nostri lavori chiamiamo «capacità di discernimento» (Differenzierungsvermögen) indica proprio questa lungimiranza – la facoltà di vedere i nessi attraverso il tempo e tra le persone –, non l’intelligenza. Dove educazione e ordine si limitano ad adattare l’essere umano, indeboliscono questa facoltà.

Per l’altruismo ciò significa: cresce là dove le persone possono giudicare liberamente. Il libero scambio è individualista – e per noi il fondamento dell’altruismo. A distorcerlo non è il mercato in sé, ma un ordine che regola i mercati e li dirige dall’alto, sostituendo il sapere disperso dei molti con un’unica pianificazione – il problema della conoscenza descritto da Friedrich August von Hayek.

Hayek stesso vedeva diversamente il rapporto tra mercato e altruismo: per lui il grande ordine della società poggia su regole apprese come la proprietà, il contratto e l’onestà, mentre i sentimenti altruistici appartengono al piccolo gruppo (The Fatal Conceit, 1988). Sulla critica della direzione dall’alto siamo d’accordo con lui, sul ruolo dell’altruismo no.

E un’altra distinzione è nostra, non di Nagel: separiamo l’etica – principi che stanno al di sopra del tempo – dalla morale come ciò che vale al momento. «La nostra etica sta al di sopra della morale vigente», scrive D. Harald Alke (Die Ethik des Neuen Menschen – L’etica dell’uomo nuovo). Nagel usa le due parole come sinonimi; ci unisce comunque il pensiero che l’altruismo si fondi su ragioni e non su sentimenti mutevoli.

Che cosa abbiamo letto diversamente nel 2017

In Ausgewählte Perspektiven des Altruismus (Prospettive scelte sull’altruismo, 2017) abbiamo attribuito a Nagel, in alcuni punti, più di quanto egli dica: che la mancanza di empatia diminuisca l’altruismo (Nagel dice il contrario), che l’oggettività sia qualcosa di personale (per lui è il punto di vista impersonale) e che egli veda nel mercato la causa dell’egoismo (egli giustifica la concorrenza). In un punto si leggeva «ragioni» (Gründe) dove Nagel scrive «sentimenti» (Gefühle) – è stato corretto nella nuova edizione. La nostra alta stima per il suo approccio rimane; ora poggia sul testo più esatto.

Concetti correlati

Domande frequenti

Che cosa intende Thomas Nagel con la «possibilità dell’altruismo»?

Nagel vuole mostrare che l’altruismo non dipende dalla compassione o dall’affetto, ma discende dalla ragione. Chi comprende di essere una persona tra molte non può ritenere le ragioni degli altri meno valide delle proprie. L’altruismo è per lui „nichts weiter als die Bereitschaft, ohne jede Nebenabsicht auf die Interessen anderer Rücksicht zu nehmen“ (traduzione nostra dall’edizione tedesca: «nient’altro che la disponibilità a tenere conto degli interessi altrui senza alcun secondo fine») – espressamente non sacrificio di sé.

Per Nagel l’altruismo è un sentimento?

No. Già all’inizio scrive dell’altruismo: „Er ist alles andere als ein Gefühl.“ (traduzione nostra: «È tutt’altro che un sentimento.») Sentimenti come la pietà possono accompagnarlo, ma non lo sorreggono. Si tratta, dice, „nicht um Mitleid, sondern schlicht um Konsequenz“ (traduzione nostra: «non di pietà, ma semplicemente di coerenza»).

Che cosa ha a che fare la prudenza con l’altruismo?

Per Nagel le due cose sono affini. Prudenza significa prendere il proprio futuro sul serio quanto il presente – chi pensa solo all’attimo agisce in modo imprudente. L’altruismo trasferisce lo stesso atteggiamento dal tempo alle persone: come conta il mio io futuro, contano anche gli altri.

Nagel ritiene impossibile l’egoismo?

Non impossibile, ma una posizione costosa. Secondo Nagel un egoista coerente non potrebbe nemmeno provare indignazione quando subisce un torto – perché l’indignazione presuppone che anche altri abbiano ragioni per rispettarlo. Nagel ammette al tempo stesso che nella vita quotidiana paghiamo un tributo al nostro egoismo naturale.

Nagel ha poi modificato la sua tesi?

Sì, in parte. Dopo una critica di Nicholas Sturgeon (1974), Nagel la attenuò nel 1978 in una postfazione: il suo argomento non mostra che valgono solo le ragioni impersonali, ma che a ogni ragione personale ne corrisponde una impersonale. In seguito chiamò i due tipi «relative» e «neutrali».

Cronologia delle modifiche · ultimo aggiornamento il
  • — Prima pubblicazione di questa versione linguistica.

Fonti

  • Thomas Nagel: Die Möglichkeit des Altruismus. Übers. von Michael Gebauer und Hans-Peter Schütt. 2. Aufl. Philo & Philo Fine Arts, Berlin/Wien 2005 (originale inglese: The Possibility of Altruism, Oxford 1970; con una postfazione all’edizione del 1978).
  • Thomas Nagel: Der Blick von nirgendwo. Suhrkamp, Frankfurt am Main 2012 (originale inglese: The View from Nowhere, 1986).
  • Nicholas L. Sturgeon: Altruism, Solipsism, and the Objectivity of Reasons. In: The Philosophical Review 83 (1974), 374–402. doi.org/10.2307/2183699
  • Friedrich August von Hayek: The Fatal Conceit. The Errors of Socialism. Routledge, London 1988.
  • Friedrich August von Hayek: Die Anmaßung von Wissen. Nobelpreisvortrag 1974 (lezione Nobel).
  • Tobias O. R. Alke: Ausgewählte Perspektiven des Altruismus. Kyborg Institut & Verlag, 2017. ISBN 978-3-96104-027-8 – capitoli „Thomas Nagel“, „Reflexion …“ e „Beiträge der Philosophie zur Anregung der Soziologie“.
  • D. Harald Alke: Mahatma. Kyborg Institut & Verlag, 1993; Die Ethik des Neuen Menschen. Kyborg Institut & Verlag, 1993.

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Di Tobias O. R. Alke

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