Il linguaggio del mio corpo
«Il linguaggio del mio corpo» indica all’Istituto Kyborg uno sguardo interpretativo: a volte leggiamo i sintomi del corpo anche in chiave simbolica – come occasione per guardare ciò che nella vita pesa o ha perso il suo equilibrio. È espressamente una visione personale, legata a una concezione del mondo, e sempre soltanto un complemento alla medicina.
Importante innanzitutto: né causa né guarigione
Non affermiamo che i pensieri causino o guariscano le malattie. Le malattie hanno cause mediche, che vanno valutate e curate da un medico. Nessuno «ha colpa» della propria malattia, e nessun «pensiero giusto» sostituisce una cura.
I sintomi come invito alla consapevolezza di sé
È generalmente riconosciuto che stress, sovraccarico e preoccupazioni pesano sul corpo. Molte persone trovano utile chiedersi, accanto alla cura medica: che cosa mi fa bene in questo momento, che cosa mi pesa? Un sintomo può così diventare un’occasione per guardare il proprio carico, le proprie paure o i bisogni insoddisfatti – e per curare di più la calma, la cura di sé e la propria energia. È consapevolezza di sé, non autoterapia, e mai una diagnosi.
Un modello d’ordine nella tradizione
Molte tradizioni leggono il corpo lungo due assi – è un’immagine, non un’affermazione medica.
Alto e basso come asse del tempo. In questa immagine, ciò che accogliamo – cibo, respiro, parola – appartiene al presente e si trova piuttosto nella parte alta del corpo; ciò che è già digerito e consumato si trova nel basso ventre e rappresenta il passato. Questa lettura descrive un ordine simbolico; non serve ad attribuire disturbi a periodi della vita.
Destra e sinistra. Tradizionalmente – anche nelle concezioni estremo-orientali di yin e yang – un lato del corpo è associato al polo razionale, rivolto verso l’esterno, l’altro al polo sensibile e intuitivo. Dal punto di vista anatomico, ciascun emisfero cerebrale comanda il lato opposto del corpo. Usiamo questa polarità come immagine del gioco tra ragione e sentimento – non come attribuzione fissa di «maschile» e «femminile» alle persone; queste parole indicano qui due qualità interiori che ogni essere umano porta in sé.
Che cosa significa in pratica?
- Far sempre valutare e curare i sintomi da un medico.
- Usare lo sguardo interiore a complemento – come invito alla consapevolezza di sé.
- Non lasciarsi mettere sotto pressione dalle interpretazioni: sono una proposta, non un obbligo.
Avvertenza: questa voce espone una visione personale, legata a una concezione del mondo, e non è una consulenza medica. Non sostituisce una diagnosi né una cura medica. Per domande sulla salute si rivolga a un medico o a un farmacista; non sospenda mai di Sua iniziativa una terapia prescritta.
Domande frequenti
L’Istituto Kyborg afferma che i pensieri causano o guariscono le malattie?
No. Non sarebbe né corretto né responsabile. Intendiamo i sintomi come un’occasione possibile per guardare la propria vita – una lettura legata a una concezione del mondo, non un’affermazione sulle cause o una promessa di guarigione. Le malattie hanno cause mediche e vanno curate da un medico.
In che modo questa visione può essere utile?
È generalmente riconosciuto che stress e sovraccarico pesano sul corpo. Alcune persone trovano utile cogliere un sintomo anche come occasione per guardare il proprio carico e i propri bisogni – a complemento della cura medica. Si tratta di consapevolezza di sé, non di autoterapia.
Cronologia delle modifiche · ultimo aggiornamento il
- — Prima versione italiana.
Fonti
- D. Harald Alke: Gesundheitslexikon (Lessico della salute). Esposizione dettagliata di temi legati alla salute; esperienze raccolte da circa 30 anni di consulenza di vita. Istituto Kyborg.
Più contenuti dell’Istituto Kyborg nella Ricerca Google — Impostare come fonte preferita