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Potere delle piramidi

Il potere delle piramidi (in inglese pyramid power) è l’idea che la forma di una piramide abbia un effetto particolare – per esempio affilare le lamette da barba, mantenere più a lungo freschi gli alimenti o favorire il benessere. All’Istituto Kyborg lavoriamo con la forma piramidale come oggetto spirituale di esperienza e di design (vedi Piramide energetica). In questa pagina esaminiamo separatamente e in modo neutrale che cosa la ricerca e la metodologia dicano davvero di un presunto effetto fisico – pro e contro, senza abbellire nulla e senza promesse di guarigione.

Esistono prove scientifiche del potere delle piramidi?

In breve: non esistono prove solide di un effetto specifico della forma. L’idea è discussa dagli anni Trenta del Novecento – dapprima nella radioestesia, resa popolare dagli anni Cinquanta con l’«affilatura» delle lamette da barba, più tardi con prove sul campo (come le piramidi russe di Golod) e numerose testimonianze personali. A guardare con attenzione, però, emerge uno schema: quanto più accuratamente uno studio è controllato, tanto meno resta dell’effetto particolare della piramide. È un onesto risultato di mancata conferma – non la prova che «nulla» sia possibile, ma nemmeno una prova del potere delle piramidi.

Perché la differenza tra studi controllati e non controllati è decisiva?

La vera linea di demarcazione non passa tra «amici delle piramidi» e «scettici», ma tra studi con controllo e studi senza. Un controllo significa verificare contemporaneamente una forma di confronto delle stesse dimensioni, senza vertice piramidale (per esempio una scatola dello stesso materiale) – solo così si può dire se agisce la forma o semplicemente il fatto di coprire.

L’onestà vale in entrambe le direzioni: un risultato di mancata conferma non è un «confutato» generalizzato. Dice soltanto: dove si verifica con rigore, non emerge alcun effetto specifico della piramide.

Agisce la forma – o agisce qualsiasi forma?

Un dettaglio rivelatore: se si verificano anche forme diverse, la particolarità della piramide scompare.

Che cosa dice lo studio di fisica del 2018 sulla Grande Piramide – e che cosa non dice?

A volte si cita come prova una vera pubblicazione di fisica: nel 2018 Balezin e colleghi hanno mostrato sul Journal of Applied Physics, mediante una simulazione, che la Grande Piramide di Cheope diffonde le onde radio incidenti (lunghezza d’onda di circa 200-600 metri) e può concentrarle nelle sue camere. Tre aspetti sono decisivi:

  1. Si tratta della Grande Piramide – un edificio alto più di 100 metri.
  2. L’effetto si verifica solo quando lunghezza d’onda e dimensioni dell’oggetto sono comparabili. Non è trasferibile a un oggetto di pochi centimetri o di pochi metri in un ambiente domestico.
  3. Gli autori dichiarano espressamente di aver voluto dissipare «speculazioni infondate» sulla piramide – non è una prova di un «potere delle piramidi».

In breve: una seria simulazione di diffusione relativa a un edificio gigantesco e a lunghe onde radio – e nessuna affermazione su piccole piramidi in una stanza.

E le scansioni radar delle piramidi di Giza?

Dal 2025 circolano notizie secondo cui un radar satellitare avrebbe rivelato sotto e dentro le piramidi di Giza enormi pozzi, camere e corridoi; alcuni video interpretano quindi la piramide come una «centrale elettrica» o un «risonatore». Le affermazioni risalgono all’ingegnere Filippo Biondi e al chimico Corrado Malanga. Il loro unico articolo sottoposto a revisione paritaria sul metodo è apparso nel 2022 sulla rivista Remote Sensing e riguardava la piramide di Cheope; già lì gli autori interpretano le strutture, «secondo la nostra opinione personale», come un gigantesco risonatore acustico. Le dichiarazioni del 2025 sulla piramide di Chefren non sono mai state pubblicate dopo una revisione paritaria.

Ad agosto 2026 la rivista ha ritirato l’articolo del 2022 – per «gravi difetti metodologici ed errori statistici». Gli autori non sono d’accordo e chiedono che l’editore indichi gli errori nel dettaglio; finora ciò non è avvenuto. Gli esperti di radar applicato all’archeologia ritengono il metodo fisicamente insostenibile: il radar satellitare non attraversa la pietra massiccia, e le minuscole vibrazioni attraverso cui il metodo dovrebbe «vedere» l’interno sono, secondo la loro valutazione, ben al di sotto di ciò che un satellite può rilevare. Già i pareri di revisione del 2022 lamentavano che il metodo non fosse mai stato sperimentato su oggetti noti – restava quindi aperta la questione se le immagini mostrino vere cavità o artefatti dell’elaborazione.

Da distinguere sono le scoperte autentiche: con i muoni – particelle della radiazione cosmica – il progetto ScanPyramids ha individuato nel 2017 una grande cavità sopra la Grande Galleria della piramide di Cheope (Nature) e nel 2023 un corridoio dietro la facciata nord (Nature Communications); il corridoio è stato poi confermato con georadar, ultrasuoni e misure di resistività elettrica e osservato con una telecamera endoscopica. Le piramidi custodiscono dunque davvero ancora qualcosa di sconosciuto – documentato da misure verificabili, non dalle immagini satellitari. E nessuna di queste scoperte dice qualcosa su un effetto particolare della forma piramidale.

Che cosa sono le unità Bovis e che cosa misurano davvero?

La «radiazione» delle piramidi viene spesso indicata in unità Bovis. Questi valori provengono dalla radioestesia e sono un metodo soggettivo. Notevolmente franchi sono due esponenti dello stesso campo, a quasi 80 anni di distanza: già nel 1931 l’ingegnere Giovanni Paris osservava che la scienza non può costruire alcun apparecchio capace di rilevare tali «radiazioni» – l’unico «strumento» è l’essere umano, «purtroppo influenzato anche dalla suggestione». Nel 2009 Stéphane Cardinaux giunse alla stessa conclusione: l’unica cosa che indica l’«invisibile» è il corpo umano. Un valore Bovis è quindi una misura soggettiva della radioestesia, non una grandezza fisica. Per saperne di più, si veda la voce Unità Bovis.

Come valutare onestamente lo stato delle prove?

Riassumiamo con equità:

La nostra posizione è quindi coerente: non sosteniamo alcun potere fisico delle piramidi. Ciò che ci convince è l’esperienza di molte persone e il valore estetico e contemplativo della forma – come visione personale, legata a una concezione del mondo, non come fisica dimostrata. Manteniamo proprio questa separazione: qui la pagina di conoscenza neutrale, l’esperienza e gli oggetti alla voce Piramide energetica.


Questa voce espone lo stato della ricerca in modo neutrale e non costituisce una raccomandazione d’acquisto. Le piramidi energetiche Horus dell’Istituto Kyborg sono oggetti spirituali di esperienza e di design, non un rimedio né un dispositivo medico.

Domande frequenti

Che cos’è il potere delle piramidi?

Il potere delle piramidi (in inglese pyramid power) è l’idea che la sola forma di una piramide abbia un effetto particolare – per esempio affilare le lame, conservare gli alimenti o favorire il benessere. Si tratta di un’idea popolare, non di un principio d’azione confermato dalla fisica.

Esistono prove scientifiche del potere delle piramidi?

No. Gli studi che verificano in parallelo una forma di confronto delle stesse dimensioni, senza vertice piramidale, non trovano alcun effetto specifico della forma. Dove vengono riferiti degli effetti, manca di solito un controllo. È un onesto risultato di mancata conferma – non la prova che non possa accadere nulla, ma nemmeno una prova del potere delle piramidi.

Il trucco della lametta da barba sotto la piramide funziona?

Non c’è alcuna prova di un effetto reale e controllato. È notevole che già il brevetto di Karel Drbal (1952) ammetta che la forma potrebbe essere anche un’altra figura geometrica e che l’orientamento nord-sud non è necessario – il che non lascia nulla di un effetto specifico della piramide.

Che cosa misurano le unità Bovis?

I valori Bovis provengono dalla radioestesia e sono un metodo soggettivo. Persino esponenti di questo campo ammettono che il vero strumento di misura è l’essere umano e che i risultati sono influenzati dall’aspettativa e dalla suggestione. Non si tratta di una grandezza fisica.

Lo studio di fisica del 2018 dimostra il potere delle piramidi?

No. La simulazione di Balezin et al. (Journal of Applied Physics, 2018) riguarda la Grande Piramide di Cheope e onde radio con lunghezza d’onda da 200 a 600 metri; risonanze di questo tipo si verificano solo quando lunghezza d’onda e dimensioni dell’edificio sono comparabili. Non è trasferibile a piccoli oggetti in un ambiente domestico, e gli autori prendono espressamente le distanze dalle speculazioni sul potere delle piramidi.

Le scansioni satellitari hanno rivelato camere segrete sotto le piramidi?

Non in modo attendibile. L’unico articolo sottoposto a revisione paritaria su questo metodo (Biondi e Malanga, Remote Sensing, 2022) è stato ritirato dalla rivista nel 2026 per errori metodologici e statistici; gli autori non sono d’accordo e chiedono che gli errori vengano specificati. Documentate sono invece due cavità nella piramide di Cheope misurate con i muoni (2017 e 2023) – che però non dicono nulla su un effetto particolare della forma piramidale.

Cronologia delle modifiche · ultimo aggiornamento il
  • — Prima versione italiana di questa voce.

Fonti

  • Balezin et al.: Electromagnetic properties of the Great Pyramid – First multipole resonances and energy concentration. Journal of Applied Physics 124, 034903 (2018).
  • A. Abd ElGhaffar et al.: studio sugli angoli della piramide e sulla crescita batterica. Mansoura Engineering Journal 38(4), 2013.
  • Harry Edwards: Sharp Blades or Sharp Practice? Czechoslovakian pyramid power. The Skeptic (UK) 5(3), 1991 (analisi del brevetto cecoslovacco n. 91304).
  • Esperimento di riproduzione della redazione di Bowu (博物), una rivista cinese di divulgazione scientifica, numero 06/2006.
  • Biondi F., Malanga C.: Synthetic Aperture Radar Doppler Tomography Reveals Details of Undiscovered High-Resolution Internal Structure of the Great Pyramid of Giza. Remote Sensing 14(20), 5231 (2022) – articolo ritirato; avviso di ritrattazione: Remote Sensing 18(16), 2679 (2026), doi:10.3390/rs18162679.
  • Morishima K. et al.: Discovery of a big void in Khufu’s Pyramid by observation of cosmic-ray muons. Nature 552, 386–390 (2017).
  • Procureur S. et al.: Precise characterization of a corridor-shaped structure in Khufu’s Pyramid by observation of cosmic-ray muons. Nature Communications 14, 1144 (2023).
  • Elkarmoty M. et al.: Localization and shape determination of a hidden corridor in the Great Pyramid of Giza using non-destructive testing. NDT & E International (2023).

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Di Tobias O. R. Alke

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